Quasi tutti provano a rispondere a questa domanda misurando quanto si allenano. Gare sì o no, quanti giorni a settimana, se la cosa è diventata seria. È la strada sbagliata, e porta alla risposta sbagliata.
Ho letto tutti e due i decreti, quello del 2013 e quello del 1982, e la riga che risolve la questione sta nel secondo, all'articolo 1.
Agonistico e non agonistico: qual è la differenza
«La qualificazione agonistica a chi svolge attività sportiva è demandata alle Federazioni Sportive Nazionali o agli enti sportivi riconosciuti»
Non decidi tu se sei agonista, e non lo decide il medico: lo decide la federazione. È una classificazione amministrativa, non un giudizio sul tuo impegno.
Le conseguenze pratiche sono meno intuitive di quanto sembri. Uno che viene in sala sei giorni su sette, da anni, senza nessun tesseramento, non è agonista: non lo è mai stato e non lo diventa allenandosi di più. Un ragazzino di quindici anni in un campionato giovanile federale lo è.
| Non agonistica | Agonistica | |
|---|---|---|
| Chi ti classifica | Discende dal tesseramento | La federazione o l'ente riconosciuto |
| Norma di riferimento | DM 24 aprile 2013, art. 3 | DM 18 febbraio 1982 |
| Ogni quanto | Annuale | Secondo la tabella del singolo sport |
| Cuore | Elettrocardiogramma a riposo | ECG con valutazione della tolleranza allo sforzo |
| Durata del certificato | Un anno | Fino alla visita periodica successiva |
| Se risulti non idoneo | Il decreto invita a rivolgersi a uno specialista | Comunicazione entro 5 giorni, ricorso entro 30 |
Quell'ultima riga dice molto sul carattere dei due regimi. Nel 1982 il legislatore ha costruito una procedura con un esito contestabile: se ti dichiarano non idoneo, l'esito e la diagnosi arrivano a te e all'ufficio regionale entro cinque giorni, alla società sportiva arriva solo l'esito, e hai trenta giorni per ricorrere davanti a una commissione regionale di cinque specialisti. Non è burocrazia per il gusto di esserlo: è un giudizio che può chiudere una carriera, e il decreto prevede che si possa discutere.
Il non agonistico non ha niente di simile, perché non toglie niente a nessuno.
Cosa serve per la palestra
Qui bisogna separare due cose che vengono confuse di continuo, e la confusione non è colpa di chi legge.
Se ti alleni per conto tuo, senza tessera di una federazione o di un ente di promozione riconosciuto dal CONI, non sei in nessuno dei due regimi: sei nell'attività ludico motoria, per la quale l'obbligo di legge è stato soppresso nel 2013. Se invece ti iscrivi a un corso affiliato a un ente di promozione, o prendi un tesseramento, entri nel non agonistico e il certificato è dovuto.
La palestra però te lo chiede quasi sempre, in tutti e due i casi. Non perché sbagli: perché è scritto nel contratto che firmi, e un obbligo contrattuale non ha bisogno di un obbligo di legge alle spalle. Ho scritto per esteso di come funziona quella clausola, con un esempio di condizioni generali pubblicate, nella pagina sul certificato medico per la palestra.
La domanda utile da fare alla reception non è quindi «ma è obbligatorio?», che porta a una discussione senza uscita con una persona che applica un regolamento. È «vi serve non agonistico o vi basta una dichiarazione?», che è una domanda a cui sanno rispondere.
Serve l'ECG?
Sì, in tutti e due i regimi, ma non lo stesso ECG.
Per il non agonistico l'articolo 3 del decreto del 2013 prevede che siano obbligatorie la misurazione preventiva della pressione arteriosa e l'effettuazione di un elettrocardiogramma a riposo, refertato secondo gli standard professionali esistenti. A riposo: sei sdraiato, non stai facendo niente.
Nel regime agonistico la tolleranza allo sforzo viene valutata durante l'esame stesso, con l'indice IRI, e per diversi sport si aggiunge la spirometria, con quattro parametri indicati nel decreto: capacità vitale, VEMS, indice di Tiffeneau e massima ventilazione volontaria. La visita comprende inoltre anamnesi, peso e statura, esame obiettivo orientato agli organi che quello sport carica, acuità visiva, e il senso cromatico per i soli sport motoristici.
È la differenza fra verificare che il tuo cuore stia bene e verificare che regga quel preciso sport a quel preciso livello.
Vale la pena non liquidare l'elettrocardiogramma come un timbro. È l'unica parte di tutta questa procedura che guarda dentro di te invece che dentro un registro, ed è il motivo per cui questo foglio non è solo carta.
Chi può rilasciarlo
Per il non agonistico l'articolo 3 nomina tre figure:
- il medico di medicina generale, soltanto per i propri assistiti;
- il pediatra di libera scelta, con lo stesso limite;
- il medico specialista in medicina dello sport, per chiunque.
Il vincolo dei propri assistiti è quello che manda più gente fuori strada: il tuo medico di base può firmartelo, il medico di base di tua moglie no. Se il tuo ambulatorio non fa elettrocardiogrammi, la strada abituale è un centro di medicina dello sport, dove visita ed ECG si fanno nello stesso appuntamento.
Per l'agonistico il rilascio è riservato alla medicina dello sport, il certificato resta depositato presso la società sportiva, e il medico che ha visitato conserva la documentazione degli accertamenti per almeno cinque anni.
Che cosa non trovo scritto da nessuna parte
Il costo. Cambia da regione a regione e cambia a seconda che la visita la faccia il tuo medico o un centro privato, e non ho una cifra che valga per l'Italia. Preferisco dirlo invece di inventarne una.
Le Regioni legiferano sopra il quadro nazionale, e diverse hanno regole proprie su costi, esenzioni e su chi può certificare. Di quel livello qui non c'è niente: ho verificato le due norme statali e nessuna delle venti Regioni. Per il tuo caso la risposta definitiva ce l'ha la tua ASL o il centro dove prenoti.
Da dove vengono questi dati
Dai due decreti, scaricati e letti per intero il 7 agosto 2026, non riassunti da altre pagine.
Il regime non agonistico viene dal DM 24 aprile 2013, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 20 luglio 2013. Quello agonistico dal DM 18 febbraio 1982, «Norme per la tutela sanitaria dell'attività sportiva agonistica», pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 5 marzo 1982. La soppressione dell'obbligo per l'attività ludico motoria sta nell'articolo 42 bis del DL 69/2013.
Resta fuori il DM 8 agosto 2014, che modifica alcune parti del decreto del 2013 e che non ho ancora letto. Quando lo leggo aggiorno questa pagina con la data.
Qui trovi che cosa prevedono le norme e chi le ha scritte. Se la tua domanda è se sei in condizione di allenarti, quella è una domanda per il medico che ti visita, e conviene portargliela per intera.
